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I progressi della medicina, l’affermarsi delle strategie preventive, il miglioramento delle condizioni economiche e sociali hanno consentito l’allungamento della vita media; cosicché sempre più consistente è il numero delle persone che raggiunge l’età avanzata.
Se un tempo il problema da risolvere era come dare anni alla vita, oggi ci si chiede come dare vita agli anni.

Quando si parla di anziani si parla spesso di  Alzheimer ed altre malattie degenerative, senza pensare alla persona colpita dalla malattia.

La vecchiaia non è una malattia ma uno stadio della vita con caratteristiche proprie

Caratteristiche psicologiche
In età avanzata la persona è in grado di esprimere gli stessi desideri e sentimenti propri di altri periodi della vita: non sempre l’invecchiamento fisico significa invecchiamento psichico e questo viene confermato dagli anziani stessi i quali affermano di “sentirsi giovani”.
Generalmente le funzioni psichiche nella terza età, se non intervengono fattori patologici, si possono mantenere, anche se l’anziano può far fatica a comunicare, ad aprirsi al mondo che lo circonda per un processo di rallentamento.
L’anziano può mantenere un buon livello intellettivo: in lui  può mancare la motivazione all’apprendimento e ciò può dipendere dallo stile di vita, dalla poca disponibilità al cambiamento o da fenomeni di stress.

Caratteristiche affettive
Nell’anziano è evidente una modificazione nella sfera affettiva, un indebolimento che va letto come un limitare le proprie energie in campi più ristretti e sicuri. La tendenza all’isolamento, alla solitudine, alla dipendenza e chiusura verso gli altri o all’attaccamento esclusivo verso un luogo, oggetti o persone, possono dipendere dal vacillare delle certezze personali.
Così la capacità di adattamento si indebolisce ulteriormente in caso di malattia cronica e d’invalidità con perdita di autosufficienza.
L’indebolimento affettivo può essere causa di uno stato depressivo che si può accentuare con l’avanzare dell’età. Si manifesta con ansia, sensi di colpa, agitazione psico-motoria, angoscia, atteggiamenti di autocommiserazione, ipocondria, stati confusionali, perdita dell’autostima.

 

Caratteristiche motorie
L’anziano è esposto ai danni dell’inattività fisica e dell’ipocinesia ed ai processi involutivi ad essi collegati. Alla riduzione delle attività di movimento consegue una limitazione della funzione di vari apparati ( muscolare, osteo-articolare, cardiovascolare e respiratorio) e della capacità di adattamento fisico e psichico agli eventi della vita quotidiana.

 

In questa fase della vita possono presentarsi malattie degenerative:

  • malattie neurologiche: ictus cerebrale con emiplegia ed eventuale afasia, morbo di Parkinson, disturbi del linguaggio;
  • malattie dell’apparato osteo-articolare: artrite reumatoide, artrosi, fratture;
  • arteriopatie ostruttive agli arti inferiori;
  • bronchiti croniche ed insufficienza respiratoria;
  • obesità;
  • gli stati d’involuzione psichica fino alla demenza.

Interventi

Terapie ed interventi hanno lo scopo di rallentare la sintomatologia, permettendo alla persona di mantenere le capacità psicofisiche ed intellettive nel corso del tempo.
Per questo ad un lavoro riabilitativo ed educativo utile per mantenere le capacità mnestiche, memoria e attenzione, si affianca un intervento riabilitativo e rieducativo utile al mantenimento delle capacità psicomotorie dell’individuo.



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